Quando si sente parlare di economia sostenibile è quasi scontato che il pensiero compia l’associazione con un concetto legato all’ambiente: questo riflesso automatico così sbagliato non è poiché l’economia sostenibile è a tutti gli effetti un ramo dell’economia che si basa su di uno sviluppo sostenibile, volta al miglioramento della società e contemporaneamente ad un rispetto ambientale. Questo sviluppo, per considerarsi sostenibile, deve però rispettare alcuni concetti che riguardano vari aspetti. In primis, il riferimento va da un lato al bisogno di garantire la qualità dei servizi e dall’altro a tutelare la sicurezza dei cittadini. In secondo luogo, non può certamente essere trascurato il comparto prettamente economico, assicurando redditi per le imprese. Infine, l’aspetto cruciale riguarda senza dubbio l’attenzione all’impatto ambientale, andando a garantire beni e servizi capaci di tutelare la qualità delle risorse naturali e contrastando il degrado ambientale.
Una caratteristica fondamentale dell’economia sostenibile, infatti, è l’impatto che avrebbe nella circolazione dei rifiuti, diminuendone drasticamente la percentuale totale. Prendendo in considerazione questo fattore, le risorse che vengono messe in atto devono permettere alle stesse di rigenerarsi in modo che, le future generazioni, possano attingere allo stesso livello di risorse dei periodi precedenti. Questa tipologia di sviluppo deve basarsi su un tipo di riorganizzazione culturale, scientifica e politica della vita, come delineato anche dall’Agenda 2030 dell’Onu, sottoscritta nel 2015, secondo la quale devono essere intraprese le tutele necessarie per i più giovani e in generale le future generazioni.
All’interno dell’economia sostenibile, il patrimonio mondiale rappresenta il fulcro dello sviluppo sociale e questo si basa su ogni diversità presente sul pianeta, da quella culturale alla biodiversità. Tuttavia, per mettere in pratica questo concetto, bisogna, prima di tutto, recuperare ed integrare i concetti dell’economia tradizionale e dell’ecologia, creando un sistema che promuova le sopracitate diversificazioni, valorizzandone i componenti e contabilizzandoli. Tutto ciò è possibile ma è necessario seguire alcuni principi, tra cui quello del talento e quello della vocazionalità: seguendoli, ogni componente di questo pianeta, sarà in grado di svolgere il ruolo che più gli compete.
Come già accennato, l’economia sostenibile si basa sulle capacità del nostro pianeta di ripristinare le energie. Un altro modo per far sì che ciò accada riguarda il sistema economico e quello ecologico. Questi sistemi devono andare di pari passo per rendere possibile quest’economia, la quale mostra l’esigenza di rimodulazione dei sistemi finanziari, come diretta subordinazione alla capacità rigenerativa dell’ecosistema. Le condizioni biofisiche della Terra sono come quelle di un essere umano, non possono essere utilizzate e sfruttare all’infinito. L’economia sostenibile deve ricevere un’attenzione a livello globale e perseguire con un modello di sviluppo unitario, rispettando le condizioni ambientali del pianeta Terra.
Anche le università si stanno sempre più adeguando all’importanza di un’economia sostenibile mettendo a punto dei corsi di laurea focalizzati su questo ramo, ad esempio un master in management assicura preparazione anche nel campo della “sostenibilità economica, ambientale, sociale”. Passi in avanti perciò ne sono stati fatti, anche se forse non a sufficienza, ed è evidente come ne servano ancora molti altri. L’incontro tra i paesi membri dell’Onu è nel 2030, davanti ci sono ancora poco più di cinque anni e chissà se questo lasso di tempo basterà per mettere ancora più in atto quest’economia sostenibile.
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