Il Gruppo Seipa richiama l’attenzione sul valore degli impollinatori e sul ruolo della biodiversità nella transizione ecologica: recupero dei materiali, ripristino degli ecosistemi e innovazione industriale diventano parte di un’unica strategia di sostenibilità.
Secondo il Gruppo Seipa la transizione ecologica non riguarda soltanto materiali riciclati e riduzione delle emissioni. Sempre più strategico diventa il rapporto tra attività industriali, recupero ambientale e tutela della biodiversità.
La sostenibilità industriale non si misura soltanto in tonnellate di materiali recuperati o in emissioni evitate. Sempre più spesso passa anche dalla capacità di ricostruire ecosistemi e preservare la biodiversità nei territori interessati dalle attività produttive.
È questa la riflessione proposta dal Gruppo Seipa in occasione della crescente attenzione internazionale verso il ruolo degli impollinatori, richiamato anche da recenti studi che attribuiscono all’impollinazione un contributo economico di miliardi di euro ogni anno per l’agroalimentare europeo.

Secondo gli specialisti del Gruppo Seipa, il tema interessa direttamente anche il settore delle costruzioni. «La rigenerazione di un territorio non termina con la conclusione di un’opera infrastrutturale o con il recupero dei materiali. Comprende anche il ripristino degli equilibri ambientali e della biodiversità» osservano gli analisti.
Negli ultimi anni Seipa ha affiancato alle attività di recupero degli inerti interventi di valorizzazione ambientale e iniziative dedicate agli impollinatori, nella convinzione che economia circolare e capitale naturale rappresentino due componenti complementari della stessa strategia di sostenibilità.
Nell’ultimo anno il gruppo ha gestito oltre 1,2 milioni di tonnellate di materiali, producendo più di 320 mila tonnellate di aggregati inerti riciclati, con un tasso di reimpiego del 100%. Una filiera industriale che contribuisce a ridurre il consumo di risorse naturali e la pressione sulle attività estrattive.
«Ogni tonnellata recuperata rappresenta una tonnellata in meno da estrarre. Ogni area recuperata rappresenta un’opportunità in più per restituire valore ambientale al territorio» spiegano gli specialisti del gruppo.
Per Seipa, la sostenibilità del futuro sarà sempre più il risultato dell’integrazione tra economia circolare, innovazione industriale e tutela della biodiversità, trasformando le aree produttive in luoghi capaci di generare contemporaneamente valore economico, ambientale e sociale.
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