Ci sono momenti in cui un’azienda ha bisogno di una competenza manageriale precisa, ma non necessariamente di una nuova figura da inserire stabilmente nell’organigramma. Può accadere durante una fase di crescita, in occasione di una riorganizzazione, quando un manager lascia improvvisamente il proprio incarico oppure quando l’impresa deve affrontare un progetto particolarmente complesso.
È proprio in queste situazioni che entra in gioco il manager a contratto, una figura professionale che opera per un periodo di tempo definito e con obiettivi specifici. Nel linguaggio manageriale viene spesso utilizzato anche il termine Temporary Manager.
Il concetto è relativamente semplice: invece di assumere immediatamente un dirigente a tempo indeterminato, l’impresa può affidare temporaneamente una funzione o un progetto a un professionista con una lunga esperienza alle spalle.
Come funziona il lavoro di un manager a contratto
La caratteristica principale del manager a contratto è che non viene coinvolto semplicemente per fornire consigli. Il suo ruolo è prevalentemente operativo e manageriale. A seconda dell’incarico, può assumere la responsabilità di una funzione aziendale, coordinare una squadra, gestire un progetto oppure intervenire direttamente nella direzione dell’impresa.
Questo aspetto distingue il Temporary Management dalla consulenza tradizionale. Un consulente può analizzare un problema e proporre una strategia; un manager a contratto, invece, viene normalmente chiamato a contribuire alla realizzazione concreta delle decisioni.
Un’azienda che sta affrontando un processo di internazionalizzazione, per esempio, potrebbe avere bisogno per alcuni mesi di un manager che abbia già gestito l’ingresso di altre imprese in mercati esteri. Allo stesso modo, una società che deve migliorare la propria organizzazione produttiva può cercare un professionista con esperienza specifica nell’ottimizzazione dei processi.
Il vantaggio è soprattutto nella velocità. Quando esiste un problema manageriale urgente, una selezione tradizionale può richiedere diversi mesi. Il temporary manager, invece, viene scelto sulla base delle competenze necessarie per affrontare una determinata situazione e può iniziare a lavorare in tempi relativamente brevi.
Un altro elemento importante è la durata dell’incarico. Non esiste necessariamente una durata standard: il progetto può essere legato a un obiettivo preciso e terminare quando questo viene raggiunto oppure proseguire per il periodo necessario a completare la fase di transizione.
In questo modello è quindi fondamentale definire fin dall’inizio responsabilità, obiettivi, tempi e indicatori attraverso i quali valutare l’avanzamento del progetto.
In Italia operano società specializzate che hanno costruito nel tempo reti di professionisti con competenze molto diverse. Tra queste rientra Contract Manager Srl, realtà nata a Milano nel 1989 e specializzata nel temporary management. La società mette a disposizione delle imprese manager con esperienza in ruoli apicali e in diverse funzioni aziendali, dal finance alle operations fino alle vendite e alla ristrutturazione.
La presenza di una struttura specializzata può essere particolarmente utile quando l’azienda non vuole limitarsi a individuare un singolo professionista, ma desidera avere un interlocutore in grado di comprendere il problema, individuare il profilo più adatto e seguire l’incarico nel tempo.
Non è infatti sufficiente trovare un manager con un curriculum importante. Il professionista deve avere esperienza coerente con la situazione che l’azienda sta affrontando. Un manager abituato a gestire una fase di crescita potrebbe avere competenze molto diverse da quelle necessarie per affrontare un turnaround o una ristrutturazione.
Quando può essere utile un Temporary Manager
Le situazioni in cui può essere utilizzato un manager a contratto sono numerose. Una delle più frequenti riguarda la sostituzione temporanea di una figura manageriale. Se un dirigente lascia l’azienda, il temporary manager può garantire continuità mentre viene individuato il suo sostituto definitivo.
Un secondo scenario riguarda la crescita. Un’impresa che sta aumentando rapidamente il proprio fatturato può rendersi conto di avere bisogno di competenze che non sono ancora presenti internamente. Inserire un manager esperto per un periodo limitato può consentire di affrontare la fase di sviluppo senza modificare immediatamente e in modo permanente la struttura aziendale.
Un altro caso è quello delle operazioni straordinarie. Fusioni, acquisizioni, passaggi generazionali e internazionalizzazione richiedono spesso competenze specifiche e una capacità decisionale maturata attraverso esperienze precedenti.
Il temporary management può inoltre essere utilizzato quando l’azienda deve affrontare una situazione di difficoltà. In questi casi il manager può concentrarsi sull’analisi dei problemi, sull’organizzazione delle priorità e sull’attuazione di un piano di rilancio.
Esiste poi una situazione particolarmente interessante: quella in cui l’azienda sa di dover cambiare, ma non ha ancora individuato quale sarà la propria struttura definitiva. Un manager a contratto può accompagnare la fase di transizione, costruendo processi e competenze che rimarranno all’interno dell’organizzazione anche dopo la conclusione dell’incarico.
Il valore del Temporary Manager, quindi, non è necessariamente legato al numero di mesi trascorsi in azienda. È legato soprattutto alla capacità di affrontare una situazione concreta e lasciare, al termine del progetto, un’organizzazione più strutturata e autonoma.
Per questo motivo la scelta dovrebbe partire sempre dal problema aziendale e non dal semplice desiderio di inserire una figura manageriale esterna. Prima si definisce ciò che occorre ottenere, poi si individuano le competenze necessarie.
In un mercato caratterizzato da cambiamenti rapidi, questa modalità di gestione delle competenze manageriali può rappresentare uno strumento interessante sia per le PMI sia per organizzazioni più strutturate. Il manager a contratto non sostituisce necessariamente il management interno: in molti casi lavora insieme alle risorse esistenti, trasferendo metodo, esperienza e competenze.
Alla fine dell’incarico, l’obiettivo è che l’azienda possa proseguire il proprio percorso con una struttura più solida e con una maggiore capacità di affrontare autonomamente le sfide future.
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