Ferrara: quando la visura camerale incontra la cultura



gennaio 29, 2015 by
Filed under: Dalle Regioni 

Buone notizie

La cultura non si ferma. Cresce, si diffonde. A Ferrara, dopo un periodo di tre anni di gestazione, a dicembre 2014 è nata l’associazione Città delle Cultura/Cultura della città: una start-up derivante dal progetto Coopstartup di Coopfond e Legacoop Ferrara. Un’impresa vera e propria su cui, in quanto tale, può essere richiesta visura camerale.

 

Le persone, i luoghi

I soci si contano sulle dita di due mani. Anzi, meno. Sono nove, tra architetti (7), un geometra e un progettista di eventi: Maurizio Bonizzi, Massimo Davi, Diego Farina, Sergio Fortini, Luca Lanzoni, David Pavani, Federica Poggi, Elisa Uccellatori e Paolo Vettorello hanno unito le loro esperienze, maturate in Italia e all’estero, per mettere su questa bella attività. La loro unione ha portato a nuova vita spazi in disuso da tempo a Ferrara, come il Teatro Verdi e il mercato comunale coperto di via Santo Stefano.

 

Dichiarazione d’intenti

La città emiliana dal 1995 è entrata a far parte dell’Unesco e ha già portato avanti molte attività, fra le quali il restauro delle mura e la riprogettazione del Centro Storico. Ora le energie saranno concentrate sulla conservazione e gestione del patrimonio urbanistico e culturale, seguendo l’esempio della città tedesca di Ratisbona.

 

Città delle Cultura/ Cultura della città

L’associazione ha un sito internet, dove si possono consultare l’elenco dei promotori, il dettaglio delle attività svolte e i progetti e in generale le intenzioni dell’associazione: la rivalutazione della città e dei luoghi di essa che con il passare del tempo hanno perso vitalità e attrattiva. La start-up gode, fra l’altro, dell’appoggio e della collaborazione di altre imprese e associazioni, che formano un vero e proprio network: Area Europa, MEME e il Centro Studi Dante Bighi. La prima si concentra sulla promozione della collaborazione e dello sviluppo sociale ed economico in Europa; la seconda è un’associazione culturale composta da creativi e imprese che vuole ridurre la distanza tra il mondo delle idee e la loro produzione. L’ultimo è un centro ricerche che si occupa di studiare l’attività dell’artista Dante Bighi fra gli anni Sessanta e Novanta, e di realizzare attività culturali derivanti dall’unione di diverse aree e discipline: grafica, pittura, comunicazione, architettura, scultura, fotografia, geografia, musica, didattica e teatro.

La visura camerale

È un documento contenente le informazioni economiche, legali e amministrative di un’impresa: dati anagrafici, codice fiscale, natura giuridica, data di costituzione, attività svolte, cariche amministrative, organi sociali e unità locali. Può essere ordinaria (riportante le voci appena elencate), o storica. In questo caso, come dice il nome, contiene tutte le informazioni sull’azienda a partire dalla sua creazione.

La richiesta visura camerale può essere eseguita anche online, sul sito della Camera di Commercio o sui siti delle aziende che hanno sottoscritto un contratto con InfoCamere e che quindi hanno accesso alle sue banche dati (l’elenco è disponibile sul sito stesso di InfoCamere).

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